Mi perdonerete se venerdì non ho degnamente celebrato su queste frequenze la Giornata mondiale della birra, iniziativa che non ho ben capito da dove sia nata ma che molte testate mainstream hanno rilanciato con articoli dedicati. Anche perché diversi soggetti, come associazioni o istituti di ricerca, hanno sfruttato l’occasione per annunciare alcuni dati di mercato relativi alla prima parte del 2019 o al quadro complessivo dell’anno precedente. In tutti i casi i risultati sono molto positivi per il nostro paese, che, a dispetto della situazione economica generale non certo confortante, sta trovando nella birra un comparto in forte crescita e con un tasso d’innovazione non indifferente. Insomma, possiamo avvicinarci alle vacanze estive con il morale alto e grandi prospettive per i prossimi mesi.

Il dato più interessante arriva da Assobirra, che ha rivelato come a giugno le vendite di birra siano aumentate del 2% rispetto allo stesso mese del 2018. Una crescita di per sé già importante – giugno è uno dei mesi con maggior consumo di birra in Italia – ma che acquista maggior rilievo perché conferma un trend al rialzo emerso dall’inizio dell’anno. I consumi hanno infatti mostrato un aumento considerevole anche nei mesi di gennaio (+4,63%), marzo (+5,18%) e aprile (+5,82%).

Ci prepariamo quindi a sfondare i record fatti segnare appena un anno fa? La strada è sicuramente quella giusta, ma è ancora presto per dirlo perché il consumo di birra in Italia resta molto legato alle condizioni atmosferiche nel periodo estivo – purtroppo è percepita ancora come una bevanda tendenzialmente stagionale. Ad esempio vi ricordate le terribili condizioni meteorologiche dello scorso maggio? Ebbene in quel caso i consumi sono crollati del 10% rispetto allo stesso mese del 2018. Se però il tempo si manterrà buono fino a metà settembre e non si verificheranno particolari stravolgimenti, possiamo essere ragionevolmente ottimisti circa il raggiungimento di nuovi primati. Un traguardo fondamentale per un paese come l’Italia che mostra una storica diffidenza nei confronti della birra.

Per Assobirra, i motivi del successo sono da ricercare in una diffusione della cultura birraria, o comunque di un nuovo approccio dei bevitori nei confronti della bevanda. Anche se non viene citata esplicitamente, è chiaro il riferimento alla diffusione della birra artigianale:

Il trend positivo di produzione e consumi che si registra in Italia è la diretta conseguenza dell’aumento della domanda stimolata da una maggiore cultura birraria che si è diffusa trasversalmente nel Paese e nelle varie fasce di età, nonché da un rafforzamento degli investimenti dell’industria in continua ricerca e innovazione: oggi gli italiani non amano soltanto la birra, ma prediligono diversi tipi di birra, alla scoperta di nuovi gusti e sapori.

A tal proposito, queste le dichiarazioni di Michele Cason, presidente Assobirra, come riportate da Repubblica:

Siamo soddisfatti che in questo primo semestre dell’anno l’andamento del consumo di birra segni ancora una volta un dato positivo che premia gli sforzi fatti dall’intero comparto della birra in Italia. Nel 2018, per la prima volta nella storia, è stata varcata la soglia dei 20 milioni di ettolitri di consumo con un aumento del 3,2% in controtendenza rispetto ai consumi alimentari in Italia che sono invece in riduzione. Siamo orgogliosi di apprendere che più di tre italiani su quattro, con valori omogenei nelle diverse aree del Paese, consuma la birra e lo fa prevalentemente a pasto

Ma un importante record lo abbiamo già fatto segnare sul mercato internazionale. Secondo Eurostat, infatti, nel 2018 l’Italia è stato il paese dell’Unione Europea che ha segnato il maggior incremento nella produzione brassicola con uno straordinario +21%. Per capire la portata della statistica, basti pensare che le due nazioni sul podio in questa speciale classifica sono Ungheria e Repubblica Ceca, che hanno fatto registrare rispettivamente +11% e +6%. Anche in questo caso però non si può non lasciarsi andare a una considerazione agrodolce, sottolineando che il primato nell’incremento delle vendite è stato raggiunto dal paese che, sempre a livello europeo, è fanalino di coda in termini di consumi pro capite. Chiaramente non sono voci statistiche comparabili, ma un minimo di paradosso è percepibile.

Dettagli a parte, la Giornata internazionale della birra ci ha quantomeno permesso di verificare lo stato di salute del mercato birrario in Italia. E il riscontro è decisamente positivo: stiamo attraversando una fase di grande crescita e ora sarà normale attendere con grande interesse i dati di fine anno.



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